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Pur ponendo il mio Blog nella categoria “HOBBY” riconosco di avere una particolare inclinazione verso la politica. A questa ho sempre rivolto il mio interessamento specie dal punto di vista idealistico. L’esperienza mi ha oggi insegnato che gli ideali sono sogni che i furbi assorbono e capitalizzano per le loro fortune. Pur tuttavia della politica non si deve fare a meno perché è risaputo che: " se non ti occupi della politica essa certamente si occupa di te”.

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Vorremmo una scuola per un mondo migliore

 

Minerva[1] 

La vita è bella  perché varia, il suo percorso è sempre cosparso di esperienze  diverse e sorprendenti.

Nel Campo scolastico queste esperienze sono addirittura sconvolgenti.

 I legislatori che si sono cimentati sulla riforma scolastica hanno profuso sforzi  enormi per andare oltre la riforma Gentile, ritrovandosi, tuttavia, sempre con un strano “impasto” come Gentile - Berlinguer, nel quale la scuola veniva ridotta ad ammortizzatore sociale, e di recente Gentile - Gelmini  dove la scuola è lo strumento per il controllo della spesa.

 L’educatore italiano, dileggiato o spesso precario e disoccupato implorante, si trova ad operare  in una struttura che  si gonfia o si sgonfia a seconda dei governi. L’insegnante, nuovamente in classi numerose, ricorda il  venditore di frutta e verdura che si agita e urla per qualche ora cercando di attirare l’attenzione del compratore.

 In essa, la Democrazia si è affievolita e le regole sono spesso sostituite da atti unilaterali. I collaboratori, sono  ora  scelti direttamente dal dirigente e non più eletti dal Collegio Docenti , ridimensionato nella sua funzione, divenendo  sempre più organo di ratifica di una programmazione, che in sostanza resta sulla carta e quasi nessuno conosce.

Il  tutto è, in verità, dominato da una falsa meritocrazia che sa di politica, tutta  soggettiva e per nulla oggettiva , una meritocrazia diciamolo pure fasulla, che solo la genialità italiana può concepire.

 Una scuola che perde sempre più la sua funzione educativo – nazionale  e si  riduce a distributrice di una ristretta  concezione regionalistica  della conoscenza, trasformandosi,  lentamente, in un banale luogo di cultura paesana,  condizionata  dalla forza politico-economica della popolazione che la ospita, ovviamente, a tutto vantaggio delle aree più ricche e facoltose.  

ADRO DOCET!!!.  

  E, tutto questo perché?  per risparmiare soldi e poter continuare a mantenere province, comunità montane e quant’altro si è morbosamente attaccato al corpo della nazione, a mo di sanguisuga e ne succhia senza sosta energia.

In più un flusso enorme  di denaro per stravaganti progetti  e progettini  per lo più privi di qualsiasi ricaduta didattica, ma utilissimi al solito clientelismo  e alla semina di discordie e lacerazioni. I docenti più che nella didattica sono sollecitati ad accaparrarsi una  fettina di  plusvalore miseramente rosicchiato dagli stipendi  dei docenti, utile ad alimentare una guerra tra poveri  o a trasformare i docenti onesti  in operatori  disgustati, apatici e indifferenti.

Intanto, i furbi e i manovratori ingrassano. 

L’obbiettivo più grande raggiunto dal buon Berlinguer è, quindi, l’ aver  introdotto nella scuola la lotta di classe, pensando la stessa come fabbrica di suppellettili e non tempio della conoscenza, mentre il grande Merito della bellissima Gelmini è certamente quello di aver radicalizzata e ampliata questa lotta  sino a portarla nelle piazze, trasformando i  docenti in tanti proletari in lotta.

Mi auguro che il prossimo riformatore “C’anco tardi a venir non ti sia grave” sia una persona di cultura, esperta, conoscente delle problematiche scolastiche e che non  partorisca la solita riformetta, suggerita dal momento. La scuola non è né di destra né di sinistra,  essa appartiene alle nuove generazioni  e non può stare nelle mani del primo arrivato foss’anche un Adone.

Ne è  augurabile che si trasformi in luogo di sfogo di istinti repressi  ove gli alunni diventano pedine utili a desideri di rivalsa. Essa è fatta per unire e non ha bisogno di uscite o ingressi separati per dividere i bianchi dai neri , i verdi  dai  gialli, i bambini di una contrada da quelli di un'altra. Facciamoli crescere e maturare insieme questi nostri ragazzi perché loro non c’entrano con i rancori o le cattiverie dei grandi.

 

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