Pur ponendo il mio Blog nella categoria “HOBBY” riconosco di avere una particolare inclinazione verso la politica. A questa ho sempre rivolto il mio interessamento specie dal punto di vista idealistico. L’esperienza mi ha oggi insegnato che gli ideali sono sogni che i furbi assorbono e capitalizzano per le loro fortune. Pur tuttavia della politica non si deve fare a meno perché è risaputo che: " se non ti occupi della politica essa certamente si occupa di te”.
Voi del Mondo! Perché mi guardate con tanta apprensione? Non considerate il mio affanno, ammirate le mie belle forme, le dolci curve, i prepotenti promontori e i tanti petali di terre sparsi qua e là nell’azzurro del mio mare, che quasi mi circonda. Ed ecco le mie pianure, i tanti fiumi ora dolci talvolta tumultuosi spesso silenziosi e tra i tanti, uno è divino. Tutti gorgogliando, direttamente e non, al mare vanno. Vedete come m’ incoronano la testa e m’irrobustiscono la schiena i miei meravigliosi monti. Ecco, le mie genti e i tanti loro linguaggi e con essi le immense vestigia degli antichi padri. Non sentite come segna il passo il battito del tamburo? Là, ai piedi dei miei colli fatali, vedete come vanno le mie quadrate legioni: Quella, è la decima che marcia verso la Gallia più in là, oltre il Palatino la ventiquattresima che volge le sue aquile verso la Germania e alla vostra destra proprio dietro l’Aventino a domar la Giudea va con le sue insegne la ventiduesima e verso la Tracia a grandi passi corre la quarta. Tutte insieme vanno a portar pel mondo le mie leggi, la mia lingua,la mia arte, la mia cultura e con esse, va la gloria della mia gente.
Silenzio siii! Guardate come vengono:- primo è il Sommo, che fu “sesto tra cotanto senno” e dietro, vedete come s’avanza superbo e maestoso il Michelangelo, è infastidito, per l’essere secondo, segue, non di meno grandi, un’immensa schiera.
E vedete, là sul Campidoglio , più in alto, ultimo, ma non per fama, notate come incorniciata d’alloro ha la testa, ma piangendo sta, l’Augusto signore del potere. Mi fissa, quasi terrorizzato dai tempi che mi avvolgono, allarga le braccia, vorrebbe abbracciarmi, avvolgermi col suo mantello rosso, si dispera, non può, e nasconde il viso tra le fronde. Poi riprende a fissarmi è strano sapete, il suo sguardo è mutevole talvolta ride ed altre è serio, oggi piange. Ma voi! Dite il vero, v’è nel mondo Paese più bello di me? In ciò che ho detto cercate la risposta. Non mi giudicate per i mascalzoni, per i corrotti e per i corruttori che sì numerosi oggi affollano le mie lande. Non considerate quei politicanti falsi, bugiardi e avidi che sporcano i miei bei Palazzi. Ahimè! Non numerate nei vostri severi giudizi gli assassini, i ladri, i camorristi, i mafiosi, i falsi dirigenti che sì numerosi affollano i miei giardini. Vedete quelli che sembrano per una L esser diversi, come sporcano e rubano energie alla mia buona gente. Essi sono tanti e forti, hanno strumenti potenti e trombe servili a loro servizio e il mio bel popolo, operoso, valente e generoso, se pur volendo? Non avrebbe, ahimè! La forza per stanarli. Forbici maligne gli han mozzato con l’inganno l’ali del potere. Dovremo sopportarli ancora forse per molto e bere l’amaro calice sino alla feccia, per espiare la nostra ingenua colpa, solo allora, smesse le lacrime, ritornerà il sorriso sul viso dell’Augusto signore del potere. Allora e solo allora, cancellato l’inganno, volte le spalle alla viltà e all’ignominia, riprenderà a sorgere il sole, libero e giocondo sui miei colli fatali. Sino ad allora… chinate lo sguardo, oppure… Alzate l’insegne