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Pur ponendo il mio Blog nella categoria “HOBBY” riconosco di avere una particolare inclinazione verso la politica. A questa ho sempre rivolto il mio interessamento specie dal punto di vista idealistico. L’esperienza mi ha oggi insegnato che gli ideali sono sogni che i furbi assorbono e capitalizzano per le loro fortune. Pur tuttavia della politica non si deve fare a meno perché è risaputo che: " se non ti occupi della politica essa certamente si occupa di te”.

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Nel lontano Regno dei Gorgonzoli:-Parte 5^

Nel lontano  Regno dei Gorgonzoli:- Parte 5^

 Come nella nostra bella Italia anche nel lontano Regno dei Gorgonzoli la situazione economica dei non luminosi era triste. 

Nel Regno, il verde, che annunciava la fine della Livellata e il placarsi della Nemesi, andava via via mutando sostituito dai caratteristici colori di Gorgonzopoli, non molto diversi dai nostri se non nella luminosità.  I non Luminosi, con una formazione storico-culturale fondata sull’amore gorgonzoliano che tutto perdona, avevano il difetto di demandare ad altri la gestione del potere.  Di questo, erano ben consci i luminosi scampati alla nemesi. Come sempre accade, tra i Signori della luce abbondavano i  furbi privi di scrupoli, abili nella corruzione e nella truffa, tutti dotati di luminosa intelligenza. Il Signore, posto ai vertici del Regno, terrorizzato per quanto era avvenuto, chiamò al potere un esperto, sostituendo il signore della luce, precedente gestore prescritto.

L’esperto,  promise riforme, equità e giustizia per tutti e lo annunciò con gli allettanti termini della democrazia e nel rispetto del popolo sovrano. Gli ingenui non luminosi, abbagliati da questi linguaggi, si resero disponibili ad ogni sacrificio, pur di assicurare progresso e benessere alla Patria gorgonzoliana .

L’intervento dell’esperto fu terribile per i non luminosi ma salutare per il Regno che evitò il crollo economico.  Tuttavia, luoghi di cura dei non luminosi diminuivano sempre di più in numero ed efficienza mentre le unità produttive, oppresse da vincoli e balzelli, pressavano per ridurre i diritti degli operosi gorgonzoliani.  Quest’ultimi, abbandonati anche da chi avrebbe dovuto sostenerli, organizzavano da soli manifestazioni di protesta e, sempre più aumentavano i suicidi della disperazione. Le strutture carcerarie scoppiavano perché zeppe di poveracci, mai tanti poveri gorgonzoliani, avevano affollato le patrie galere.  Per i luminosi, invece, incappati per disavventura nelle mani della giustizia, si trovava sempre il modo per tenerli fuori. Questi, con i loro atteggiamenti strafottenti e arroganti, rifiutavano ogni forma di sacrificio, facendo crescere la rabbia e i desideri di rivolta dei non luminosi, oppressi  da tasse sempre inique. Intanto il debito pubblico, ormai fuori controllo, cresceva a dismisura.

  La disperazione dei non luminosi era grande, le strutture produttive chiudevano e cresceva la disoccupazione;  di contro, imperterriti i Luminosi divoravano, anche grazie ai favolosi stipendi, il prezioso frumento. Qua un ballo in maschera, la un luminoso regalava ciondoli preziosi, più in alto, verso il nord, ruberie e truffe non si contavano, altri che sempre l’avevano avuto duro, complice la magia, prelevavano frumento per donarlo a figli, mogli e parenti. Mentre tutto ciò accadeva, ovviamente, a loro insaputa,i  guardiani delle finanze, usciti dal torpore che sino ad allora li aveva avvolti, fermavano falsi ciechi, inseguivano scontrini, cercavano evasori e quant’altro potesse essere utile a soddisfare le incontrollabili spese delle luminose locuste.

Curiosa la reazione delle piccolissime comuni di poveri Gorgonzoliani quando si scoprirono in debito con le manipolatrici economiche, di circa ventimila pezzi di suonante e dorato frumento.

Ma questo, non a loro insaputa.

Fu allora che il tirannello dei tirannelli, non saprei  se il peggiore tra i peggiori, ma certamente abile pifferaio, si arrabbiò e gli esperti salvatori del regno lasciarono il potere. Allora il luminoso tra i luminosi alzò lo scettro e tuonò:

“ Gorgozopoli è in pericolo, si vada alle urne”.

 Subito, coloro che tutto potevano, prepararono la solita leggina per assicurare frumento a quelli che stavano per lasciare i dorati palazzi, nello stesso tempo videro la luce roboanti provvedimenti ricchi di indulgenze e divieti che non vietavano niente ma utili a mettere al sicuro le luminose e disoneste locuste. Nulla si fece per la legge elettorale alla quale tutti, con miserabili e furbeschi atteggiamenti impedirono ogni modifica. I manovratori di sempre si misero a lavoro per assicurarsi la trionfale riconferma. Ogni tirannello si scelse un cerchietto colorato e, quasi tutti, vi stamparono il proprio nome e per addobbare le piazze, si diedero delle bandiere: rossa, rossiccia, azzurra, verdastra e cosi via. Mancava la nera. Nel contempo si mobilitarono le servili trombe parlanti e via balle! Tutti promettevano riforme, lavoro ai giovani, lotta alla corruzione, in galera gli evasori, tasse ai luminosi, frumento per chi moriva di fame, aiuti alle famiglie, lotta ai mafiosi, tutte cose che in anni e anni di potere i tirannelli avevano ignorato. Essi speravano così, ancora una volta, d’ingannare i non luminosi fregnoni. Intanto preparavano le loro squadre di nominati: figli figliastri, cugini, schiere di avvocati, amici degli amici tutti, privi di testa pensante, pronti al servizio e abili nel manovrare palette, ma più di tutto avidi di frumento.

E la battaglia incominciò

I tirannelli, con l’aiuto delle trombe parlanti, all’unisono aggredivano i cerchietti dei pochi coraggiosi e non luminosi che osavano gareggiare con loro. Questi erano, a sentire loro, antidemocratici, nemici del popolo, anticristo, tutti pericolosi, da emarginare e mettere in condizione di non nuocere. La battaglia infuriava, le piazze si mobilitavano. I luminosi sfilavano imperturbabili e spavaldi e insieme a loro squadroni di attivisti e protettori, pronti a qualsiasi evenienza. Pochi puntavano sui poveri non luminosi e ribelli, senza frumento, senza trombe, senza squadroni, senza luce, però c’erano e il voto era secreto. Non sappiamo come finì.

Il buon Popolo di Gorgonzopoli scelse i tirannelli di sempre o trovò il coraggio di trillare come trilla il grillo?

 Chi sa!

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