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Pur ponendo il mio Blog nella categoria “HOBBY” riconosco di avere una particolare inclinazione verso la politica. A questa ho sempre rivolto il mio interessamento specie dal punto di vista idealistico. L’esperienza mi ha oggi insegnato che gli ideali sono sogni che i furbi assorbono e capitalizzano per le loro fortune. Pur tuttavia della politica non si deve fare a meno perché è risaputo che: " se non ti occupi della politica essa certamente si occupa di te”.

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La fine di un incubo

Alle 21 di 12 /11/11 l’incubo è finito, il tirannello italiano se n’è andato spontaneamente, esonerando il popolo dal costringerlo a farlo.

E’ entrato nella scena politica italiana come salvatore della patria, plagiando con le sue antenne il popolo di un grande Paese e ne è uscito come un imbonitore tra  urla, canti, fischi e sonanti monetine. Diciamolo pure, se lo è ampiamente guadagnato, alla fine, lo stesso popolo che lo aveva acclamato, lo ha costretto ad uscire senza gloria dalla porta di servizio, vittima egli stesso della sua arroganza e del suo distorto concetto di democrazia. Il principio della nostra bella costituzione che garantisce l’uguaglianza di fronte alla legge di tutti i cittadini alla fine ha trionfato mettendolo di fronte alle sue responsabilità. Mi auguro che questo possa essere di monito per tutti coloro che approfittano del potere recando danno al popolo. Onore a  chi, per primo,  comprese il tutto e se ne andò gridando “Resistere, resistere, resistere”.  Lui che si era fatto da solo, Lui che era il migliore, Lui che pensava per tutti, Lui che era sceso e non salito per salvare la nostra Italia e che è riuscito a salvare solo “le sue cose”  cancellando ogni pudore, mutando la modestia in presunzione, l’onesta in corruzione, la moralità in indecenza. Sarà ricordato come l’uomo del “bunga bunga” che ha trasformato l’ impegno civile  nella personalizzazione della politica, messa a disposizione di se e dei suoi personali interessi. Il tutto, dopo aver ingannato gli italiani con una legge truffa che gli ha permesso di arrogare a se  quelle che erano le gelose prerogative del popolo italiano, la  scelta dei rappresentanti in parlamento, azzoppando così la democrazia. Neppure la “Legge Acerbo” arrivò a tanto.  Passerà alla storia come il riformatore mancato, l’uomo delle manovre economiche a raffica, l’uomo  dei tagli alla  scuola, alla ricerca ,alla cultura, alle pensioni e quant’altro di eccellente l’Italia aveva, con l’aggravante di avere mancato, con impressionante costanza, insieme al suo “sapiente” ministro gli obiettivi preposti.

 Ha lasciato il potere, che certamente amava, non diversamente da come anni prima aveva fatto il suo amico e benefattore.

Ha trovato un paese ricco e potente e lo lascia disorientato, preoccupato e sull’orlo del fallimento.

Ora potrà  guidare con maggiore diligenza le sue imprese, ma come un qualsiasi altro imprenditore.

 

Io modestissimo pensionato che come tanti, avevo in lui creduto, gli auguro ogni bene anche se ritengo che chi gioca, con presunzione e arroganza, con il presente e il futuro di un popolo, dovrebbe pure in qualche modo, renderne conto, invece sarà ,come sempre, il popolo bue a pagarne le conseguenze.

 

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