Pur ponendo il mio Blog nella categoria “HOBBY” riconosco di avere una particolare inclinazione verso la politica. A questa ho sempre rivolto il mio interessamento specie dal punto di vista idealistico. L’esperienza mi ha oggi insegnato che gli ideali sono sogni che i furbi assorbono e capitalizzano per le loro fortune. Pur tuttavia della politica non si deve fare a meno perché è risaputo che: " se non ti occupi della politica essa certamente si occupa di te”.
La globalizzazione, flagello d'Italia, la dobbiamo tutta alla presunzione e all'arroganza delle Nazioni ricche, le quali ritenevano la ricchezza un bene acquisito in modo definitivo ed irreversibile o, quanto meno, ereditario anche se conquistato sempre più spesso con maniere tutt’altro che degne. E' stato proprio questo atteggiamento anacronistico, con qualche punta di razzismo e certamente superficiale dal punto di vista industriale, che ci regala oggi il disastro economico e industriale del nostro Pese. Per delle persone normali era ovvio e prevedibile che, tolte le frontiere, annullate le protezioni economiche, le nazioni meno fortunate ed economicamente deboli, avrebbero invaso i mercati di coloro che da sempre detengono il monopolio delle ricchezze del mondo. Difatti, i loro prodotti, a costi ridotti e sempre più perfezionati e, talvolta, tecnologicamente all'avanguardia, stanno travolgendo i prodotti tradizionali e, in particolare, quelli italiani, ormai privati, da una banda di somari, della necessaria ricerca. Oggi, gli italiani sembrano preferire le scuola mazzerelle e cerchietti , come quelle gestite dai Sindacati che preparano i sessantenni per l’Industria di Domani. E, man mano che la cultura industriale e l’economia delle nazioni "deboli" cresce aumentano a dismisura le difficoltà dei ricchi, in particolare delle nazioni manifatturiere, povere di materie prime e nelle mani di politicanti inetti, incapaci e corrotti. Continia sabato- 08/02/2014