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21 agosto 2009 5 21 /08 /agosto /2009 18:13

Dopo la sorprendente uscita del ministro Gelmini sulla carriera degli insegnanti, ovviamente del sud, ci sembra doveroso far conoscere alla gente dell’Italia che non c’è più, come Lei ha iniziato la sua.  Non mi riferisco ovviamente alla sua carriera politica perché come quanto sotto riportato mostra che ha tutte le qualità necessarie per eccellere, ma a quella di avvocato.

“L’unica notizia che la riguarda, verte sulla sua carriera professionale, scandalosamente poco meritocratica. Si scopre che la bresciana Gelmini è diventata avvocato grazie al praticantato (falso) e alla residenza (falsa) in Calabria, cioè nella regione (parecchio meridionale) che ha il record di promozioni all’esame di procuratore, tanto che una legge dello stato ha cercato di correggere questo andazzo scandaloso”.

Il ministro Gelmini,  del governo del nord, chiama” transumanza” il mesto spostamento dei giovani laureati del Sud verso il Nord “un fenomeno” dice “ inaccettabile” che danneggia la continuità didattica delle loro scuole. Le farneticazioni riportate dal famosissimo “il Giornale” venduto da noi unitamente al quotidiano “Latina oggi”, con il sistema pago uno e prendi due, non capiscono chi paga il secondo, presenta i nostri giovani come usurpatore di posti altrui. In esso si arriva a rimproverarli addirittura il legittimo desiderio, che ogni uomo ha, di poter ritornare nella terra dei padri. Non conta nulla averli presi per fame estirpandoli dai loro paesi per servire anziché i loro, i figli dei ricchi padroni del Nord. Sfugge questo all’arguto ministro? O forse preferirebbe arruolarli nel lontano Kenia per poterli pagare con novelle gabbie salariali? Allora ci dica Sig. Ministro perché per la sua abilitazione ha preferito la povera Calabria alla sua colta e ricca Lombardia? Non pensa di doversi vergognare un po’ o forse non ne è capace. Niente di grave non sarebbe la sola.                                   Soffia, soffia sempre più forte vento del Sud.

I pastori

 

Settembre, andiamo. E' tempo di migrare.             E vanno pel tratturo antico al piano,
Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori                            quasi per un erbal fiume silente
lascian gli stazzi e vanno verso il mare:                  su le vestigia degli antichi padri
scendono all'Adriatico selvaggio                               O voce di colui che primamente
che verde è come i pascoli dei monti.                      conosce il tremolar della marina!           

Han bevuto profondamente ai fonti                        
Ora lungh'esso il litoral cammina  
alpestri,che sapor d'acqua nafia                               la greggia.Senza mutamentoèl'aria 
 rimanga ne' cuori    esuli a conforto                       Il sole imbionda sì la viva lana  
che lungo illuda la lor sete in via.                             che quasi dalla sabbia non divaria 
Rinnovato hanno verga d'avellano                          Isciaquìo, calpestìo, dolci rumori
                                                                                        Ah perchè non son io co' miei pastori? 

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17 agosto 2009 1 17 /08 /agosto /2009 21:26

    E così l’ Italietta che non c’è più è nuovamente sotto lo schiaffo del BUFFONE del nord. Mah!  diciamo la verità è solo uno scherzo.  Allora scherziamo anche noi.

Ormai è uno show continuo perché quello che agli altri non è permesso Lui lo può. Lui, può tranquillamente offendere Roma, la bandiera, l’Inno e via dicendo, tanto nessuno osa disturbarlo, neanche chi avrebbe il dovere di farlo.

Ma ciò è solo folklore, ciò che è in ballo, va molto più in là. Pensiamo un attimo al costo dell'insalata e facciamo con un pò di serietà i conti, ci accorgiamo allora che al Nord costa almeno la quarta parte di quanto costa al Sud.

Per capirlo basta valutare che al nord in una famiglia di cinque persone ne lavorano almeno quattro, al sud in una famiglia ugualmente numerosa se non sono tutti disoccupati,al massimo ne lavora uno.             
                           Dove costad più On. Presidente Berlusconi l’insalata? 
 ora della bandiera possiamo fregarcene tanto non è la nostra, della lingua non ce ne frega proprio niente perché non è nè nostra nè vostra, della scuola neppure, considerato che alla fin fine, sia pure per denaro, siamo pur sempre noi a venire su per acculturarvi e togliervi quel manto d’ ignoranza che da sempre   vi avvolge, ma il costo dell’ insalata quello si chec' interessa 
                                                            Allora ARREVOTATE  popolo
E tu vento del sud, soffia, soffia sempre più forte.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        tu...  attento al vino

                                                             
                                                                                                                          

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15 agosto 2009 6 15 /08 /agosto /2009 10:53

La lingua latina continua a darci lezioni e ammonimenti di grande attualità. In Italia la politica sta lentamente modificando la nostra democrazia in una democrazia autoritaria. I primi effetti sono già visibili. Piccoli tirannelli fanno già capolino qua e là per cui tornano di grande attualità le esperienze del passato.             

Questo racconto è rivolto a tutti coloro che opprimono i giusti nascondendosi dietro falsi pretesti.

                         

  Ad rivum eundem Lupus et Agnus venerant
siti compulsi: superior stabat Lupus, longeque
inferior Agnus: tunc fauce improba latro
 incitatus jurgii causam intulit. Cur, inquit,
 turbulentam fecisti mihi istam bibenti? Laniger
contra timens, qui possum, quaeso, facere
quod quereris, Lupe? A te decurrit ad meos
 haustus liquor. Repulsus ille veritatis viribus,
 ante hos sex menses male, ait, dixisti mihi.
Respondit Agnus: equidem natus non eram.
 Pater hercle tuus, inquit, maledixit mihi. Atque
 ita correptum lacerat injusta nece.
Haec popter illos scripta est homines fabula,
qui ficti caussi innocentes opprimunt.

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12 agosto 2009 3 12 /08 /agosto /2009 15:40

 

Sud libero. Basta con l'arroganza del nord. Sappiamo ormai tutti che vince sempre chi ha più soldi noi siamo nel confronto perdenti. Ciascun popolo è sempre artefice del proprio destino, per cui nessuno aiuto ci verrà dai nordisti e dai suoi governi. Solleviamo lo sguardo e guardiamoli in faccia questi nordisti incominciamo col riprenderci la nostra libertà, basta con l'interessate  elemosine. Se L'Italia non è più UNA ognuno si riprenda il suo. Essi le loro ricchezze noi i poveri stracci che ci hanno lasciati in anni e anni di furbate Basta con i Mafiosi del Nord viva il Sud
SOFFIATE SEMPRE  PIU' FORTE

          VENTI DEL SUD

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8 agosto 2009 6 08 /08 /agosto /2009 01:50

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4 agosto 2009 2 04 /08 /agosto /2009 18:04

IO CREDO IN TE SIGNORE DELLE CAPRE

E NELLA TUA IMMENSA POTENZA.

SOLO TU PUOI AIUTARLE A LIBERARSI

DALLA LORO INFINITA VILTA'.

FA CHE POSSANO RIACQUISTARE

LA DIGNITA' DA TEMPO PERDUTA

E SE LA TUA DOLCEZZA, LA TUA BONTA'

NULLA POTRANNO,

ALLORA MOSTRA LA TUA TREMENDA IRA

E  COLPISCI CON FULMINI E SAETTE

CHI DA SOLA VILTA' E' PRESO.

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30 luglio 2009 4 30 /07 /luglio /2009 20:48

La situazione politica e il continuo disprezzo della Lega per il Sud sono ormai fuori controllo, l’Italia una libera e indipendente non esiste più. Nel calderone del PDL, vi è rimasto  solo l’egoismo degli uomini che lo guidano.  In esso  le più svariate componenti politiche dall’estrema destra all’estrema sinistra riescono a convivere grazie a uomini che  gettato via ogni ideale inseguono abbruttiti solo il dio denaro.

La richiesta di conoscenza del dialetto del Nord per gli insegnanti del sud, sarà pure solo una provocazione, come cercano di far credere i vari lacchè, ma è pur sempre un insulto per Il Sud. Questi nostri cittadini, costretti  da sempre da una politica sfacciatamente di parte, alla disperata ricerca  di un lavoro lontano dalle loro terre debbono anche sorbirsi le mortificazione e le minacciose proposte del Nord.

E allora bisogna riconoscerlo, Il Sud ha commesso un errore enorme nel votare PDL. Questo  si è rivelato un’ammucchiata di partiti e partitelli chiaramente asservita alla Lega dalla quale  dobbiamo ormai aspettarci  cose ben più gravi.

Uomini del Sud, è giunto il momento di reagire con la dovuta fermezza. Incominciamo ad emarginare coloro che nonostante le discriminazioni, continuano a genuflettersi davanti ai  detentori del potere politico ed economico che sfacciatamente continuano indisturbati a penalizzare e ad offendere il Sud.

Abbasso Garibaldi viva i Borboni.

                                                                                     Sempre più forte          SOFFIA VENTO DEL SUD

 C. Porchetta

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14 giugno 2009 7 14 /06 /giugno /2009 20:19

Ho letto con  piacere la tua cortese risposta anche se non la condivido appieno.

  In essa, tuttavia, si coglie una onesta approvazione del federalismo, ma io credo in un’ Italia libera e indipendente e i Padri fondatori preferendo questa scelta a quella federale fecero a mio avviso la cosa giusta.

Il federalismo ha senso tra  Stati  come gli U.S.A., diversi per tradizioni e per le  grandi estensioni territoriali  non  paragonabili alle nostre minuscole regioni. Lo Stato Nazione non ha funzionato al Sud  perché la politica non è riuscita o non ha voluto risolvere le diversità tra il sud e il nord.

 I meridionali sono stati sempre trattati con  distacco, basta pensare ai non pochi pregiudizi nei loro confronti  (si pensi alle varie scritte “Ingresso vietato ai meridionali. Etna pensaci tu “e cosi via. Ma, la discriminazione maggiore è l’aver considerato il sud come serbatoio di manovalanza a basso costo,  ritenuta pessima se impiegata nel sud  funzionale e produttiva se utilizzata a nord.  

All’atto dell’unificazione Il rapporto Nord  - Sud  è stato visto come relazione tra conquistatore e conquistato con  le ovvie conseguenze.  Questa situazione si è poi mutata nel corso degli anni, in un infelice ed  ingiusto rapporto tra ricco e povero che ha determinato nei meridionali un patologico complesso di inferiorità necessitante di atteggiamenti assistenziali.

 I potentati economici del nord  condizionarono in negativo l’economia del sud,  si pensi alla concorrenza  RUBATTINO - FLORIO  e non si fecero scrupoli quando chiusero le acciaierie di Taranto e di Bagnoli, guai a toccare quelle del nord!!!. Ancora oggi, con la crisi in atto, nel momento in cui si parla di togliere qualche stabilimento Fiat,  il pensiero vola quasi naturalmente ancora al  sud. Quale giudizio dare sullo svincolo di Treviso e l’autostrada Salerno - Reggio Calabria? I servizi ferroviari e stradali offrono le stesse opportunità?  E le scuole? Gli ospedali?

Su via fermiamoci qui perché continuando monta la rabbia di Roma ladrona. 

 A distanza di anni oggi possiamo dire che il fannullone del sud ha fatto ricco il suo padrone e che ancora, quasi fosse indemoniato, continua con la sua noiosa, antiquata  e ormai insopportabile cantilena e non mi riferisco a te caro e cortese amico che hai la pazienza di leggermi ma all’ingeneroso  pensiero  che serpeggia al nord e che riesce talvolta a coinvolgere quelle stesse persone che al sud debbono la loro orgogliosa origine.

Amico mio, le nostre università hanno  da invidiare al nord soltanto la grande disponibilità economica e se tanti professori   vengono da voi per acculturarvi è solo perché non ne avete  mentre per noi è la sola opportunità.

E, certamente, non Ti sfugge che mandare i nostri laureati da voi significa esportare il nostro prodotto migliore e tenerci la parte restante che vagherà disperata, mortificata e delusa  priva ormai anche della forza di cercare qualcosa che in verità non ha mai trovato.

Sono , quindi, costretto a chiedermi come potranno convivere i “fannulloni”” del sud con i “mi saper far tutto” del nord, perché se  il Padrone diventa insopportabile e arrogante al servo non resta che raccogliere i suoi poveri stracci e avviarsi per sentieri diversi

                                                                                                                                                       IO SONO ANCORA.

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27 maggio 2009 3 27 /05 /maggio /2009 14:25


Bla bla bla detto questo, pensiamo  ora all’immaginario collettivo che bla, bla, bla.

 E il popolo              

Comprende ?   Forse ca si forse ca no.

Mangia bla bla bla e shoppinga?   Chi si e chi no.  

Qual è il suo ruolo? 

 T'amo, o pio bove; e mite un sentimento
di vigore e di pace al cor m'infondi,
o che solenne come un monumento
tu guardi i campi liberi e fecondi, 
o che al giogo inchinandoti contento 
l'agil opra de l'uom grave secondi:
ei t'esorta e ti punge, e tu co 'l lento
giro de' pazienti occhi rispondi. 
Da la larga narice umida e nera 
fuma il tuo spirto, e come un inno lieto
il mugghio nel sereno aer si perde; 
e del grave occhio glauco entro l'austera
dolcezza si rispecchia ampio e quieto
il divino del pian silenzio verde.

Conta qualcosa ?  Bla,bla,bla  Welfare.

Può parlare liberamente ?  Eh!… bla, bla, bla.

E cosa per chi fa cosa?  Bla, bla, bla.

La legge è uguale per tutti? E vai! E vai! E vai!     

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23 maggio 2009 6 23 /05 /maggio /2009 13:13

«Il presidente del Consiglio non ha nessuno potere, perché la Costituzione è stata scritta dopo il ventennio fascista e tutto il potere è stato dato al Parlamento che è pletorico: sono 630 deputati, ne basterebbero 100 e qualcosa come il Congresso americano. Serve ridurre drasticamente il numero dei parlamentari, tuttavia per farlo servirebbe un disegno di legge di iniziativa popolare, perché non si può chiedere ai capponi o ai tacchini di anticipare il Natale».

Non sono un Berlusconiano ma questa sua dichiarazione, specie nella sua seconda parte, è fortemente condivisa. Una marea di gente in parlamento che costa tantissimo e che produce pochissimo. La maggior parte di loro diciamolo pure possono essere messi in corrispondenza biunivoca con i Fannullonidi Brunetta.

Ma, riconosciamolo pure, il popolo non sa come fare per liberarsene e chi potrebbe ciarla e non conclude. 

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  • Il brigante
  • Apro gli occhi e dormo un sonno profondo,
profondo più del vasto mare.
Chiudo gli occhi,son desto e... corro, corro, corro. Chi m'insegue? Le Ronde!
  • Apro gli occhi e dormo un sonno profondo, profondo più del vasto mare. Chiudo gli occhi,son desto e... corro, corro, corro. Chi m'insegue? Le Ronde!

Gli uomini passano le idee res

 

La parabola della vita è fredda e cinica. Essa ha sempre un inizio, un massimo e una fine. Questa è una realtà che gli uomini potenti e non, devono accettare. Diversamente essa procede inesorabile perché non ha bisogno del consenso. Ed è ovvio che la grandezza dell'essere umano sia pari alla dignità che mostra nei momenti difficili.

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Soffia, soffia vento del Sud

 

 

Sud, con la potenza del voto, scaccia, dal tempio della politica   i  rappresentanti corrotti e servi del governo del nord.
Soffa, soffia sempre più forte vento del Sud
 per non essere più servo del Nord
 

Sud:- Un grido di dolore

Basta insulti e umiliazioni. Sono centocinquant' anni che i Nordisti ti mortificano e ti sfruttano, non sei ancora sazio? Ti definiscono Piagnone e usano tutti gli strumenti che hanno per suscitare in te un senso di colpa. Vogliono annullare ogni tua capacità reattiva per farti accettare passivamente e per altri centocinquant'anni il nuovo colpo che hanno preparato. Ancora non ti pesa l'antica valigia di cartone? E tu, mamma del Sud, dov'è tuo figlio?  Forse dorme nella vecchia casa del Nordista che con il suo affitto e con il sudore di entrambi se n'è costruita una nuova?  E tu vecchio, canuto e stanco, da quando non vedi il tuo ragazzo? Verrà a trovarti questo Natale? Lascia pure saltellare sulle tue ginocchia, il suo futuro, intanto prepara la valigia. Devi tenerla pronta, mi raccomando, così lui potrà andare appena il padre, ormai sfiancato, verrà a occupare il posto che avrai lasciato.

 Alza la testa uomo dell'antico regno, ovunque tu sei, in Patria o nel mondo, butta la vecchia valigia e vieni con noi, cammineremo insieme per costruire un Sud libero e migliore. Non più mafia e colonizzatori, non più ‘ndrangheta e corruttori, non più camorra e sfruttatori ma dignità, orgoglio e lavoro    

 

    

 

La mafia-Misteri e assurdità

http://digilander.libero.it/inmemoria/boss_mafiosi.htm

L'indirizzo sopra riportato, vi permette il collegamento con il sito che riporta il curriculum vitae dei capi della mafia siciliana.Il motivo di questa proposta è di seguito riportato. Vi sembrano questi personaggi così descritti avere la cultura e la capacità di gestire un'organizzazione che ha la forza di competere con l'economia nazionale e addirittura con lo Stato. O non sono essi piuttosto dei paraventi necessari per coprire i veri capi della Mafia? Perché lo stato non fa in tempo ad arrestarne uno che è già pronto il sostituto? come si può pensare che un capo della Mafia possa amministrare una si potente struttura con dei "pizzini". Come può essere definito capo mafia un signore che viveva in una baracca e si trastullava a preparar ricotta? Come poteva un "ricottaro", con modesto livello culturale, amministrare una poderosa potenza economica, capace addirittura, di decidere della vita e della morte dei più qualificati rappresentanti della legalità italiana? Non vi sembra più logico pensare che la Mafia abbia in realtà una regia molto più sofisticata e capace di quanto vogliano farci credere? Non credete sia finalmente giunta l'ora di disturbare il vero manovratore? Sino a quando i responsabili potranno continuare a offendere la nostra intelligenza?

Soffia, soffia sempre più forte vento del Sud

I giorni di Giuda e dei pigmei

Nei  giorni 22 e 23 Marzo i pigmei di AN ligi agli ordini dell’onnipotente, scioglieranno AN per confluire nel nuovo partito. Per l’occasione mi permetto di riportare un articolo proposto nel 2005 ad alcuni giornali ma non pubblicato. Lo ripropongo oggi sul mio Blog ritenendolo di estrema attualità.

“ DOVE VA ALLEANZA NAZIONALE ?

Il dibattito avviato da Berlusconi sul partito unico attraversa e provoca fibrillazioni più o meno forti in tutti i partiti della casa delle libertà; tra questi, AN è quello che più ne avverte le problematiche, per cui è comprensibile che i suoi militanti, formatesi alla luce della fiamma, abbiano dubbi e preoccupazioni verso i principi e gli ideali provenienti da altre culture politiche, non sempre condivise, e che dovranno in qualche modo accettare. Così come è legittimo che uomini che tanto hanno dato e raramente hanno avuto si preoccupino di sapere cosa troveranno nel pentolone del partito unico allorquando le "streghe della pallida Ecate" rimescolando e attizzando, avranno completato " l'intruglio" di questa nuova struttura. Lasciatoci alle spalle ciò che fu scelto ed escluso con il congresso di Fiuggi ove vedemmo le lacrime dei vinti, per i quali nessuno aveva programmato o autorizzato il successivo insulto, credevamo ormai chiuso il ciclo delle grandi rinunce, invece ci ritroviamo al punto di partenza, con interrogativi addirittura esistenziali. Ad esclusione della dicitura "nazionale" già sostituita dai fatti col termine federale, quali degli antichi valori supereranno la grande selezione del nuovo prestigiatore? Ci saranno ancora i valori dello stato sociale? Saremo un partito riformista o conservatore? Resteranno le partecipazioni statali o tutto sarà affidato ai grandi capitali e al libero mercato? E la scuola, la sanità, le pensione, quanto di esse verrà posto nelle mani del privato? Ma ancor più, continueranno i cittadini dalle Alpi al mare, compresa "Roma ladrona ", ad avere gli stessi diritti morali e materiali? O avremo cittadini di prima, seconda e terza categoria, come ci sembra essere già in prospettiva? Su questo si interroga oggi il fedele popolo di AN che da Fiuggi continua a dibattersi tra abiure e novità talvolta non facili da condividere e che si appresta per volere di pochi, e senza essere interpellato, ad effettuare un altro e forse ultimo salto. Sembra anche giusto chiederci (e non avremmo voluto farlo) come mai i riformatori Del lavoro altrui nel momento in cui a Fiuggi Si resero conto d'indossare un vestito stretto non prendessero Loro le opportune iniziative volando essi stessi verso altri lidi? Ecco da questo scaturisce lo stato conflittuale nel partito, è questo che genera i diversi frazionamenti nei quali si rifugia e trova il coraggio di continuare buona parte dei sostenitori. Questa situazione, presente a livello nazionale, si riflette nelle regioni, nelle (province e ancor più nei comuni ove le scelte forzate della coalizione hanno talvolta

privato la base del loro punti di riferimento Diciamo pure che il bipolarismo ancora ritenuto garante di democrazia e progresso, ha in realtà ridotto i margini di scelta e di dialogo concentrando il potere nelle mani di pochissimi che non. sempre ne fanno uso appropriato, ha inoltre favorito la formazione

di partiti e partitelli ad personam che hanno polverizzato lo scenario politico nazionale. Il partito, che ci insegnò a cedere il passo all'anziano e a rispettarne il passato, e che è impegnato oggi ad approvare leggi e leggine ad hoc non sempre edificanti, merita certamente maggior considerazione. E allora coraggio uomini di AN, si riapra il dialogo, si ritorni a guardare alla base, si rifletta sul maggioritario, non si abbia paura del proporzionale, ma soprattutto ci si ricordi che Dio c’è ed è Uno. Altro che ripulisti!

Castelforte 01/08/05     Porchetta Vincenzo  Via S. Martino